• Foto Piccole Suore della Sacra Famiglia
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Linee formative sessennio 18-24

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Circolare n. 6/2019

Castelletto, 19 marzo 2019

San Giuseppe, sposo della Vergine Maria

 

Carissime sorelle,

come popolo di Dio in cammino, siamo orientati verso la Pasqua; penso che tutte avremo letto l’omelia del Santo Padre per il mercoledì delle ceneri; egli ci ricorda che “la Quaresima è il tempo per ritrovare la rotta della vita. Perché nel percorso della vita, come in ogni cammino, ciò che davvero conta è non perdere di vista la meta. Ritornate a me, dice il Signore. A me. È il Signore la meta del nostro viaggio nel mondo. La rotta va impostata su di Lui.

Gesù, che sul legno della croce arde di amore, ci chiama a una vita infuocata di Lui, che non si perde tra le ceneri del mondo; una vita che brucia di carità e non si spegne nella mediocrità. È difficile vivere come Lui chiede? Sì, è difficile, ma conduce alla meta.

La Quaresima inizia con la cenere, ma alla fine ci porta al fuoco della notte di Pasqua; a scoprire che, nel sepolcro, la carne di Gesù non diventa cenere, ma risorge gloriosa.”

 

Guidato e sospinto dallo Spirito del Risorto, l’Istituto è in cammino e in ricerca, secondo le indicazioni offerte dal XVI Capitolo generale. Nell’ambito della formazione permanente, il Documento Programmatico Capitolare al n. 62 affida al Governo generale l’elaborazione delle linee formative per il sessennio che prevedano argomenti inerenti al tema del Capitolo a partire dall’icona del Samaritano (n. 62). È noto che con il Consiglio generale abbiamo pensato di coinvolgere in questo compito tutto l’Istituto, attraverso lo strumento delle Assemblee regionali, per rendere concreta ed effettiva la scelta dello stile sinodale. Ora che tali assemblee si sono svolte, sia in America Latina che in Italia, è tempo di restituire la ricchezza condivisa, nella forma di un percorso comune.

Nella seduta del Consiglio generale del mese di marzo abbiamo cercato di dare corpo organico a quanto emerso dalle tre assemblee; non è stato semplice elaborare le linee formative restando fedeli al mandato capitolare e al tempo stesso rispettando il frutto delle tre assemblee regionali. Ogni Regione ha lavorato secondo una particolare e distinta metodologia, finalizzata a rendere attuabili le indicazioni capitolari nella propria realtà. Inoltre bisogna considerare che le sorelle dell’Albania, dell’Angola e del Togo non hanno avuto la possibilità di riunirsi in assemblea e di esprimere in modo compiuto e unitario il frutto delle loro riflessioni – che pure hanno maturato nell’approfondimento del DPC – e tuttavia le linee formative debbono costituire anche per loro un percorso vivibile e significativo nel quotidiano contesto di vita.

Il Consiglio generale ha perciò individuato nel mistero di Nazareth “il filo rosso” che unisce ogni realtà e può segnare un percorso condiviso. È a partire dall’incarnazione del Figlio di Dio dentro una famiglia umana che possiamo “ripensare con rinnovata fedeltà alle nostre origini lo stile e la missione”.

In particolare, ci sembra importante nei prossimi 5 anni

 

“RIPENSARE LA MISSIONE COME TESTIMONIANZA PROFETICA

DEL MISTERO DELL’INCARNAZIONE”

assumendo come stile rinnovato le sei attitudini indicate dal Capitolo:

la logica dell’uscire, la sinodalità, l’attitudine alla ricerca, la prossimità,

il cammino di unificazione, la sfida del diverso.

 

In questo tempo siamo chiamate a rileggere tali attitudini a partire dal mistero dell’incarnazione; ripensandole e vivendole in questo orizzonte comprendiamo in modo nuovo il carisma, approfondito in un contesto e secondo logiche diverse da quelle in cui il Fondatore lo ha accolto, vissuto e trasmesso. Il carisma ci parla nell’oggi e per l’oggi, diventa realmente sorgente di pensiero e di azione, forza propulsiva per l’evangelizzazione, segno profetico che anticipa il futuro di Dio, il traguardo a cui il Signore chiama tutti per la Pasqua del suo Figlio.

Dalla rilettura delle attitudini nasce una nuova figura di missione:

  • esposta al mondo, sempre meno autoreferenziale, capace di riconoscere il mondo di oggi, con le sue ferite, sfide e potenzialità, come luogo dell’annuncio;
  • attraversata da una logica partecipativa ed aperta ad uno stile sinodale all’interno ed inclusiva all’esterno;
  • aperta al nuovo e pronta a segnalare “un oltre” come dono della grazia;
  • disposta ad entrare nel nodo del dramma umano e ad annunciare che la persona ferita è anche sempre salvata;
  • testimone di una fede che umanizza, integra e unifica;
  • accogliente del pluralismo che arricchisce e ridefinisce la nostra identità.

Ogni anno verrà approfondita in modo prevalente una delle attitudini indicate, ma ciò non significa mettere da parte tutte le altre; ciascuna, infatti, è strettamente collegata con le altre, le richiama e le riformula continuamente a partire da una diversa prospettiva, secondo una logica circolare che unifica.

L’attitudine alla ricerca viene considerata trasversale a tutte le altre, perché il desiderio di andare oltre, senza accontentarsi del “già noto”, “già fatto” e “già raggiunto”, è il motore che deve guidarci nel cammino di rinnovamento dello stile e della missione. D’altra parte la persona umana è fatta per qualcosa di grande e meraviglioso: la comunione eterna con Dio, che non è mai pienamente raggiunta su questa terra. Proprio tale scarto alimenta l’anelito alla ricerca. Essere profeti significa pertanto coltivare un animo “inquieto”, accettare la fatica e l’inquietudine del pensare e del porre domande, del possedere convinzioni ma non certezze, del mettere in dubbio per giungere a una fede più matura.

 

La scansione del percorso di approfondimento delle diverse attitudini è stata così definita:

  • 1° anno (2019-2020): la sinodalità
  • 2° anno (2020-2021): la logica dell’uscire
  • 3° anno (2021-2022): la prossimità e la sfida del diverso
  • 4° anno (2022-2023): il cammino di unificazione
  • 5° anno (2023-2024): preparazione al XVII Capitolo generale

 

La modalità concreta di attuare tale percorso nei suoi aspetti di approfondimento dei contenuti è una modalità emersa in tutte e tre le assemblee regionali: la forma del laboratorio, come percorso di crescita fatto insieme e mezzo che consente di interagire personalmente con i contenuti ricevuti, di interiorizzarli e renderli incisivi per la vita. Oltre a giornate di studio su ciascuna delle attitudini, ogni realtà formativa di Istituto convergerà il più possibile, durante l’anno, sul tema scelto: gli esercizi spirituali, le lettere del Notiziario e le Circolari di Natale e Pasqua, le indicazioni fornite dall’équipe formativa per la stesura del progetto comunitario annuale, il ritiro mensile, se organizzato in comunità.

Sarà compito dei Consigli regionali pensare all’attuazione, nella propria realtà, di un percorso in forma laboratoriale per approfondire ogni anno l’attitudine indicata; sarà ancora responsabilità delle Regioni rendere concrete le proposte specifiche segnalate nelle diverse assemblee, come lo studio di determinate tematiche (l’ideologia del gender, il rapporto con i laici, le nuove tecnologie…).

Nulla va perduto di quanto elaborato insieme – pensato, pregato e condiviso – ma tutto va ricompreso dentro il quadro della missione come testimonianza profetica del mistero dell’incarnazione. È da qui che può partire un reale rinnovamento della nostra vita a servizio del Regno di Dio.

 

In questo cammino audace e complesso, siamo sostenute dalla Sacra Famiglia e confidiamo nell’intercessione dei nostri Beati.

 

A tutte le sorelle giunga il nostro ricordo e il desiderio di vero bene per ciascuna,

 

suor Simona e le sorelle del Consiglio generale