La nostra vita

Chiamate a vivere insieme la nostra vita di consacrazione siamo sorelle appartenenti ad un’unica famiglia (dalle Costituzioni).

Non esercitino potere o dominio soprattutto tra loro, ma in spirito di carità, volontariamente si servano e si obbediscano a vicenda (n. 25 Regola e vita TOR).

Nella Famiglia di Nazareth troviamo  il modello sublime di unione con Dio e il senso del nostro stare insieme (cfr. Vita Nascosta di Nostro Signore Gesù Cristo).
Sostiamo spesso  nella "casa di Nazareth" per apprendere e testimoniare, oggi e in ogni ogni continente, la bellezza perenne, semplice e austera, della vita di famiglia. 

I Fondatori ci ricordano che “nella vita religiosa, come a Nazareth, Gesù è il centro a cui devono rivolgersi tutti i pensieri, tutte le parole, tutte le opere e tutti gli affetti della  suora che, in questo centro, trova forza, vita e capacità di donazione piena ai fratelli”. Nell'abitazione di ogni comunità c’è una cappella dove celebriamo l’Eucaristia, centro della nostra vita comunitaria e apostolica, e la Liturgia delle Ore; sostiamo per l’adorazione personale e comunitaria.

 

Tutte siamo impegnate a creare clima sereno, raccolto austero che favorisca la meditazione, lo studio, la preghiera, la riflessione personale e comunitaria sulla Parola di Dio; per comprendere la volontà del Signore e configurarci sempre più a Lui. Condividiamo la vita e i beni, le fatiche, le gioie e gli impegni. Programmiamo e verifichiamo, attraverso un progetto comunitario, le iniziative e le scelte comunitarie fatte per rinvigorire il nostro cammino di fede e l’attività apostolica.

Le suore anziane e ammalate hanno consumato la loro esistenza nell'Amore facendosi tutte a tutti. Vere sorelle e madri, continuano a portare nella loro preghiera le gioie, le angosce e  le attese dei loro fratelli. Contribuiscono, per la forza dello Spirito ricevuto nel Battesimo, a trasformare il mondo, la Chiesa e il Cosmo con l'offerta al Padre della loro semplice esistenza, nascosta con Cristo, il loro Signore Crocifisso e Risorto che le ha chiamate a sé perché potesserlo amarlo e seguirlo con cuore indiviso. 

Tutte troviamo nell'attesa dell'incontro definitivo con il Signore determinazione e slancio sempre nuovi nell'impegno per la collaborazione al piano di salvezza di Dio "che ha tanto amato gli uomini da donare il suo Figlio unigenito", per formare, in Lui, un'unica famiglia. Il cammino delle comunità è illuminato dalla testimonianza dei fondatori e delle sorelle che ci hanno precedute. Il loro ricordo quotidiano rafforza la comunione nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo tra noi e  con la "famiglia del cielo" iniziata nel 1921 con la morte della prima suora, suor Pia Ruffo: «Non piangete... il nostro Istituto è piantato anche in Cielo! Una mia figlia nella gloria dei santi! Oh che gioia ineffabile!.. (Il Fondatore).