Dall'Italia al Mondo

DALL’ITALIA AL MONDO

L’intuizione di “aprirsi al mondo” è chiara e forte nella mente e nel cuore del Nascimbeni, ma la realizzazione è lunga e difficile. Il primo pensiero missionario viene espresso già nel marzo del 1893, a pochi mesi dalla Fondazione, quando scrivendo a madre Maria, Cofondatrice e prima superiora generale dice: Il nostro Istituto deve propagarsi nel mondo. Quel piccolo seme sparso dal fondatore è diventato il grande albero, espressione della mondialità di questo Istituto che da oltre sessant’anni è presenza ormai consolidata e stabile con un centinaio di sorelle impegnate nell’ambito missionario, la maggior parte di loro originarie del posto.

 


La prima occasione ed esperienza è del 1899 e la destinazione il Paraguay, ma il progetto non può essere realizzato. Una seconda opportunità si presenta nel 1909, ma la mancanza di mezzi impedisce la partenza per la Cina. Finché don Nascimbeni è in vita vengono aperte alcune comunità fuori Italia, in Svizzera e Germania, tra il 1913 e il 1922, e successivamente fino al 1934. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1922, fallisce il tentativo di un’apertura in Giappone, ma le Piccole Suore della Sacra Famiglia arrivano in Jugoslavia (1935-1945) e Francia (1936).

...e la storia continua…


In Africa

La prima occasione si presenta il 9 aprile 1940: sei suore partono per Endeber, in Etiopia. A loro viene affidata l’opera di evangelizzazione attraverso l’aiuto nell’assistenza sanitaria e nell’istruzione. La madre generale, suor Fortunata Toniolo, succeduta a madre Maria, ha il merito di continuare a coltivare lo spirito missionario trasmesso dai Fondatori, grazie all’aiuto e alla collaborazione dei Frati Cappuccini di Trento. Purtroppo, però, la seconda guerra mondiale costringe le suore a tornare definitivamente in Italia. È il 1943. L’apertura missionaria dell’Istituto riprende qualche decennio dopo. Nel 1993 tre suore partono per Luanda, Angola, dove in collaborazione con i Poveri Servi della Divina Provvidenza di S. Giovanni Calabria vivono a fianco della gente portando aiuto nella malattia e istruzione ai bambini poveri. Oggi sono presenti anche nel villaggio di Lucala.

L’impegno per un’ulteriore presenza africana delle Piccole Suore si concretizza il 27 giugno 2006 con l’apertura della prima comunità in terra togolese nella periferia della capitale Lomé.


In America Latina

Nel novembre 1949: diciassettte suore partono per l’Argentina, a seguito della richiesta del vescovo di Bahia Blanca, mons. Germiniano Esorto, per occuparsi dell’assistenza sanitaria negli ospedali. Il 6 novembre, sr. Carlinda, durante la traversata dell’oceano, annota nel suo diario:

Pensiamo al nostro amato Istituto che oggi festeggia il suo 57° anno di fondazione. Siamo unite con lo spirito ai nostri Fondatori che oggi, in Paradiso, gioiranno perché i loro successori stanno per portare a termine un’opera da loro ideata, desiderata e sempre raccomandata a Dio: la diffusione dell’Istituto in terra di missione”. Da quel momento la presenza delle Piccole Suore della Sacra Famiglia in Argentina si espande con rapidità. Bahìa Blanca, Carmen de Patagones, Godoy Cruz, Rodeo del Medio, San Martin de los Andes, La Esperanza S. Pedro, Buenos Aires.

 

19 marzo 1976: viene aperta una comunità educativa a Progreso, in Uruguay, che continua ancora oggi. 19 aprile 1976: a Santa Izabel do Oeste, Brasile, arrivano le prime 3 Piccole Suore della S. Famiglia. La loro presenza si traduce in collaborazione con i sacerdoti nella pastorale.

Pian piano il seme cresce e le comunità si moltiplicano: Cascavel, Enéas Marques, Itaquiraí, Palmas, Pato Branco, Toledo, Tibagi, Marituba, Bataguassù. 1977-1980: dopo l'iniziale presenza ad Asunçion, le Piccole Suore della Sacra Famiglia si stabiliscono a Ciudad del Este in Paraguay, dedicandosi alla pastorale parrocchiale e alla cura di malati e anziani. La missione più giovane in Paraguay è quella di Mbaracayù.



In Albania

Con queste parole nel 1992, primo Centenario dell’Istituto, madre Angelina Adamini, superiora generale, invita le suore a ravvivare la passione missionaria: “Intensifichiamo l’apertura alle «missioni ad gentes» ritornando in Africa ed andando dove ci chiederà la nostra Chiesa veronese”. Nel 1993 giunge un accorato appello dall’Albania: i frati minori chiedono “un aiuto grande e fraterno perché la popolazione riscopra la propria identità e ricostruisca in sé quella fiducia nel domani che è quasi completamente scomparsa”.

 

Anche in questo caso l’Istituto risponde e il 15 luglio 1994 tre sorelle partono per Troshan, un piccolo villaggio dove inizialmente si impegnano nella pastorale e nell’assistenza sanitaria. Nel 2000 viene fondata un’altra comunità, a Balldré, dove le suore si occupano della catechesi e della visita alle famiglie. L’esperienza pastorale e sociale della scuola materna di Troshan viene trasferita a Balldré.