Dalle lettere dalla Madre Generale

 DALLE LETTERE E DALLE CIRCOLARI DELLA MADRE GENERALE 

Siamo incamminate, in questo tempo di grazia, verso il cuore della nostra fede, il mistero pasquale di morte e resurrezione. E' un cammino che compiamo quotidianamente quando, nell'Eucarestia, celebriamo la vittoria di Cristo sulla croce e la vita nuova che ci è donata. In quel momento celebriamo l'unica cosa che noi possiamo dare al mondo, perché lo specifico cristiano, ciò che ci distingue e caratterizza, è l'annuncio della risurrezione (da Notizie di Casa Nostra - marzo-aprile 2012). Leggi tutto


Il dono del tempo che ci è dato e che il nuovo anno rinnova ancora una volta, è opportunità “per far bene”, come diceva il Fondatore, possibilità di servire il Crocifisso-Risorto con sempre più slancio, fiducia, desiderio di incontrarlo vivo e presente nella nostra esistenza quotidiana. La comunione con Lui, il Vivente, l’Emmanuele che non ha paura di abitare la nostra storia con tutte le sue contraddizioni, non può rimanere esperienza intima e individuale, è fuoco che brucia dentro e chiede di essere manifestato: “Fate vedere il fuoco che vi consuma vive di vedere glorificato il Signore e salvate le anime” (cfr. Panegirici, Nella festa di San Giuseppe 1895). (da Notizie di Casa Nostra - gennaio - febbraio 2012).

 


E' questo il giorno della più grande allegrezza pel mondo cristiano. I cieli distillarono di lassù la rugiada, le nuvole piovvero il giusto e la terra verginale si aperse e germogliò il Salvatore. Voi l’avete sentito: è nato per noi il Salvatore del mondo (Omelie evangeliche, Per il giorno del Santo Natale).

Così il Fondatore iniziava una delle sue omelie di Natale e con queste stesse parole mi rivolgo a ciascuna di voi, care sorelle, in questo Natale del Signore 2011, per augurarvi la stessa letizia che il Padre avvertiva di fronte al mistero dell’incarnazione

Leggi tutto


L'unione con Cristo, da rinnovare e rimotivare ogni giorno, è la base fondamentale da cui ripartire quotidianamente e da cui trarre l'energia e il coraggio per il dono di sé, per generare Cristo al mondo e farlo crescere nell'uomo. Non possiamo però dimenticare che il dono supremo di Cristo si compie sulla croce e questo significa sacrificio, spogliazione, affidamento totale (Notizie di Casa Nostra - novembre - dicembre 2011).