Fraternità

FRATERNITÀ
La cofondatrice, Madre Maria Domenica Mantovani, insiste perché le sue consorelle impieghino tutte le energie spirituali nell’esternare la carità con una degna condotta di vita e con la pratica delle virtù morali e spirituali, senza risparmio. Le comunità religiose devono diventare delle «vere copie della casa di Nazareth» attraverso l’esercizio della preghiera, del silenzio, del lavoro e di ogni virtù: "Esplicate tutto il vostro zelo nelle opere di pietà e di carità; in casa e fuori, praticate ogni sorta di virtù. Così facendo le nostre case diventeranno tante copie conformi alla casa di Nazareth che era casa di preghiera, silenzio lavoro e specchio di ogni virtù".

Al di sopra di tutto è tenuta in considerazione la carità fraterna come legame intenso spirituale che crea la pace fra le sorelle e trasforma la comunità in un luogo dove si innalza il culto a Dio: "La carità sia la virtù principale e caratteristica di noi Piccole Suore della S. Famiglia. Questa virtù sento il bisogno di raccomandarla con calore per primo a noi suore. Le nostre case siano tanti santuari dove regnano la pace e la carità".

Madre Maria si distingue fra tutte per la pratica della carità, virtù che sembra connaturale al suo temperamento mite e affabile e quando parla con le suore, esorta a vivere in unità: "Viviamo tutte concordi e unite in santa carità. Sia di noi un sol cuore, un sol pensiero, una sola volontà, e tutte insieme stiamo sempre in intima spirituale unione con Dio, mediante la continua preghiera, come faceva il venerabile Padre. Allora Gesù benedetto si compiacerà di noi, dell’intero Istituto, e benedirà largamente tutte le nostre opere". Leggi tutto

L’unione schietta semplice affettuosa deve essere la caratteristica del nostro Istituto. Vi tendiamo con tutte noi stesse consapevoli che la riconciliazione è dono che ci possiamo scambiare che ci permette di manifestarci reciprocamente la fedeltà e la bontà di Dioche per primo ci ha dato fiducia e ha chiamato ciascuna di noi a penetrare il significato profondo e misterioso della vita del Figlio di Dio a Nazareth.

L’orario, adattato alle diverse situazioni delle comunità, scandisce il ritmo della nostra giornata. Ci impedisce di “perdere briciola di tempo”. Ci permette di condividere la severa legge del lavoro di tanti nostri fratelli e sorelle, quella stessa legge che il Figlio di Dio apprese a Nazareth; di vivere momenti di distensione, spazi di silenzio, in un servizio scambievole, attento e operoso verso le necessità della comunità e le esigenze delle singole sorelle. "I fratelli e le sorelle si amino a vicenda per amore di Dio. E mostrino con le opere l’amore che hanno tra loro. E con fiducia vicendevolmente l’uno manifesti all’altro le proprie necessità, affinché procurino ed offrano ciò di cui hanno bisogno" (dalla Regola T.O.R.).





