Contemplazione

CONTEMPLAZIONE

L’azione esterna non può durare e non può essere efficace se non è alimentata da una forte unione con Dio. Il monito per le suore, che il fondatore fa scrivere sopra le arcate del chiostro della Casa Madre, invita ad amare il Signore sopra ogni cosa: "Beate voi che abitate questa casa se Dio solo è il tutto per voi". 

Attraverso immagini semplici, la cofondatrice comunica quanto sta più a cuore al fondatore e a lei: "Il desiderio più ardente del nostro Padre è quello che siamo impastate di preghiera come la spugna viene imbevuta dall’acqua quando è immersa nella medesima". 

La preghiera è vissuta come immersione in Dio, come accettazione della sua azione trasformante di tutta la persona; come nutrimento costante, non relegato a momenti della giornata, ma teso ad abbracciare ogni istante. Nell’insegnamento sulla preghiera dato da Gesù ai suoi discepoli risuona anche l’esortazione a «pregare in ogni momento (Luca 21,36), a pregare sempre, senza stancarsi» (Luca 18,1). L’apostolo Paolo ripropone questa necessità ai cristiani delle comunità da lui fondate (cfr. 1 Tessalonicesi 5,17; Efesini 6,18). Queste esortazioni non chiedono di restare continuamente in un atteggiamento esteriore di preghiera, cosa che risulterebbe impossibile, bensì di dimorare in «un’attitudine del cuore», disposti ad ascoltare il Signore e pronti a parlargli ogni momento.

Riporta il manuale di preghiera del 1908: "Quanto farò, tutto farò con Gesù. Se veglio, non vedrò che Gesù, se sogno non sognerò che Gesù; il mio libro e il mio maestro sarà Gesù; se scriverò, scriverò con Gesù, se starò ferma o passeggerò sarò sempre con Gesù; il mio sollievo non sarà che Gesù; se pregherò, sarò con Gesù; se avrò fame o sete, sarà con Gesù; nei miei mali il mio medico sarà Gesù; quando morrò, morirò in Gesù; l’ultima mia parola sarà il santissimo nome di Gesù; per chiudermi gli occhi non voglio che Gesù; per mio sepolcro il cuore di Gesù". 

La cofondatrice insegna alle figlie spirituali quanto ella stessa ha imparato: "La preghiera sia il nostro pane quotidiano; non bastano le preghiere prescritte dalla regola; è necessario avere lo spirito di preghiera, cioè vivere sempre alla presenza di Dio, fare tutto per Iddio". 

Nella presentazione del manuale di preghiera del 1908, «i Superiori» (così si firmano) porgono le seguenti raccomandazioni: "Sia dunque la preghiera, o Spose di Gesù, il vostro pane quotidiano, la vostra consolazione, il vostro conforto. Colla preghiera l’anima si eleva a Dio, si riposa in Lui, conversa con Lui. La preghiera è il ritorno all’arca della colomba che non sa dove mette il piede; la preghiera ben fatta è il giubilo degli angeli ed il terrore dei demoni. Chi prega si salva, chi non prega si danna: e perciò non dimenticate mai le parole di Gesù: chiedete ed otterrete affinché il vostro gaudio sia compiuto (Giovanni 16, 24)". 

Nel manuale di preghiera sono fissate le invocazioni da elevare in ogni momento della giornata: all’alzata, mentre ci si veste, mentre ci si lava, in chiesa con le consorelle, durante il lavoro, prima di coricarsi. Particolari preghiere sono previste per ogni tempo dell’anno e le novene e i tridui preparano alle feste di Cristo, di Maria, di Giuseppe e dei santi. Nella Casa Madre i rintocchi del campanile scandiscono ogni quarto d’ora il tempo che passa e ad ogni scansione sono suggerite le preghiere vocali da elevare (giaculatorie). Leggi tutto