Piccolezza

PICCOLEZZA
Per il Fondatore l’accezione «piccole» oltre che per distinzione, vuole significare la dimensione evangelica dell’«infanzia spirituale» e della minorità francescana, cioè del farsi piccoli e semplici, come le persone più umili della terra. L’atteggiamento contemplativo è sempre unito all’esercizio delle virtù. Il fondatore raccomanda alle suore la virtù dell’umiltà, esprimendo, secondo la spiritualità del tempo, la concezione della sua funzionalità al conseguimento della perfezione: "L’umiltà deve essere il nostro pane quotidiano e il fondamento su cui poggiare il grande edificio della nostra perfezione".
La consapevolezza della propria creaturalità nasce dalla relazione profonda con il Creatore. Nel rapporto con Dio, l’essere umano scopre l’abisso infinito che lo separa dalla perfezione divina: "Siate umili, sorelle mie, abbassatevi dinanzi alla maestà dell’Onnipotente, confessate la vostra miseria e il vostro nulla".
Il prendere coscienza del proprio nulla non deve portare alla disperazione, ma all’affidamento a Dio, che si china come un padre misericordioso sulla propria creatura. Nemmeno la coscienza di aver commesso i più grandi misfatti deve far mai dimenticare di rivolgersi con fiducia alla misericordia di Dio Padre: "Guai a noi se anche per poco perdiamo di vista il nostro nulla. Sforziamoci di essere umili nei pensieri, nelle parole e nelle opere, umili con Dio, col prossimo, con noi stesse. Se saremo umili il Signore sarà tanto inclinato alla bontà verso di noi che non appena ci getteremo ai suoi piedi implorando misericordia, Egli prontamente ci perdonerà tutti i nostri peccati, per quanto enormi e numerosi essi fossero".






