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Dopo la preparazione di un mese soltanto e omettendo il periodo di noviziato, il 4 novembre 1892 le quattro giovani sono ammesse al rito di «vestizione» e «professione religiosa», nello stesso giorno.
Premessi otto giorni di spirituali esercizi, con la predicazione del serafico P. Luigi Morando delle Stimate, poi arcivescovo di Brindisi, giunse il gran dì […]. Biancovestite, con nastri ai fianchi e ghirlande in capo entrarono in chiesa accompagnate dalle suore. Qui attendevano, con padri Francescani di San Bernardino, mons. Pio Vidi, e il vescovo coadiutore mons. Bacilieri: nell’angolo a sinistra in presbiterio, un prete, inginocchiato, con la faccia tra le palme, irrorata da lagrime di gioia. Coi voti altrui adempievasi il suo. Alle 8 s. Ecc. Bacilieri celebrò e le quattro novizie vestirono e professarono poi nelle mani della superiora, prendendo il nome: Mantovani Domenica: Suor Maria; Brighenti Domenica: Suor Teresa; Nascimbeni Caterina: Suor Giuseppina: Chiarani Augusta: Suor Anna. Pio Vidi nel discorso inaugurale applicò le profetiche parole: “Sarà come il grano di senape”. Al domani anche s. Eminenza il card. Di Canossa volle celebrare per esse nel sacello episcopale, e consegnò le regole approvate. Ringraziate poi le care suore, che avean fatto loro da madri, le quattro partirono per il nuovo nido.

Le suore si chiamano: Madre Maria dell’Immacolata, al secolo Domenica Mantovani (la cofondatrice e prima superiora); Suor Teresa, al secolo Domenica Brighenti (28 giugno 1868 - Castelletto – 24 luglio 1944); Suor Giuseppina, al secolo Caterina Nascimbeni (13 ottobre 1872 – Castelletto - 12 dicembre 1960); Suor Anna, al secolo Augusta Chiarani (Drena di Trento, 9 settembre 1861 – Castelletto, 20 febbraio 1935). Diventano le prime Piccole Suore della Sacra Famiglia.
L’ingresso solenne delle prime quattro suore a Castelletto avviene nella festa patronale di San Carlo Borromeo, il 6 novembre 1982, data di inizio della congregazione, e coinvolge tutta la cittadinanza:
"Molti sacerdoti della riviera presero parte alla cerimonia, con tutto il paese. Il padre Inama pronunziò queste mirabili parole, allora augurali, oggi storia: “Vi sono giorni della vita in cui si oblia che questa terra è un esilio, giorni splendidi e ricchi di gioie celesti, fra l’arsura d’infocato deserto. Ed oggi è uno di questi per Te, Reverendo Signore, poiché vedi compita l’opera che è palpito del tuo cuore, vita della tua vita. Queste Novelle Spose di Cristo sono figlie tue. Tu le iniziasti nella via dell’amore e del sacrificio, e giustamente ti bei d’una nobile e santa soddisfazione".





