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Nascimbeni si lascia coinvolgere dai bisogni che vede attorno, interviene, aiuta la sua gente, ma non lascia mai di privilegiare il suo specifico essere «uomo di Dio».

Precorre le direttive del futuro Concilio, promuovendo la formazione umana e spirituale dei fedeli laici. A questo scopo, sostiene nella sua parrocchia confraternite, forme di aggregazione per la gioventù maschile e femminile; per la formazione delle madri e degli adulti; per l’istruzione dei ragazzi; per far studiare i giovani. In particolare cura la Pia Unione delle Madri Cristiane. Il 10 maggio 1908 presenta al Cardinale Canossa, in visita pastorale, un elenco delle confraternite esistenti in paese con l’elenco dei relativi iscritti, di cui egli cura la formazione e le riunioni periodiche.

Nascimbeni si riferisce sempre alle direttive del Magistero della Chiesa, impegnata a diffondere la dottrina cattolica contro le dottrine eretiche, soprattutto protestanti, e contro la diffusione degli antipapisti, dei massoni e delle dottrine sociali, come il liberalismo e il socialismo.

In questa piccola frazione del Comune di Brenzone si presenta la necessità di educare i bambini e la gioventù femminile, di assistere i malati e gli anziani a domicilio. Il parroco ha davanti l’obiettivo della gloria di Dio e del bene della popolazione di cui è stato nominato responsabile, e, considerando i numerosi compiti che lo assillano, si rivolge, pertanto, a vari istituti religiosi alla ricerca di alcune suore che lo aiutino nel suo ministero pastorale. Intende, però, che le suore siano a «sua totale dipendenza e di molta virtù». Il diniego dei superiori e delle superiore generali interpellati, probabilmente, si riferisce alle condizioni ritenute inaccettabili, oltre alla mancanza di religiose da mettere a disposizione. 

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