Mantovani - Scritti

Umiltà con tutti e specie con me stessa, avere sempre una bassa stima e sentire bassamente di me col non dare mai importanza né a ciò che faccio, né a ciò che dico; non farò conto che altri lodino o biasimino il mio operato; caccerò dalla mia mente ogni pensiero avvertito contrario a quanto promisi, come si scacciano i pensieri contro la santa purità.
Soccorrere gli infermi e i poveri
L'Istituto è basato sull'umiltà e sulla semplicità
L’Istituto nostro è basato sull’umiltà e semplicità. Non distacchiamoci mai da queste due virtù, che formano il nostro stendardo, e la S. Famiglia ci guarderà sempre con occhio di compiacenza e sarà da noi sempre benedetta.
Viviamo nel nascondimento con Gesù, nella vita attiva, nella salita al Calvario, nelle persecuzioni, nella croce, nell’agonia con Gesù, e con Gesù risorgeremo al possesso sempiterno del cielo dove occhio mai vide, orecchio mai udì e mente umana non sa immaginare quali celesti cose tiene Gesù preparato per coloro che lo amano, lo servono e che perciò seguono i suoi esempi.
Il desiderio più ardente del nostro Padre è quello che siamo impastate di preghiera come la spugna viene imbevuta dall’acqua quando è immersa nella medesima. La preghiera sia il nostro pane quotidiano; non bastano le preghiere prescritte dalla Regola; è necessario avere lo spirito di preghiera, cioè vivere sempre alla presenza di Dio, fare tutto per Iddio.
Il tempo che il Signore ci dà impieghiamolo per fare molte opere buone e guadagnare anime a Gesù. La sposa deve tutelare gli interessi dello sposo; ebbene, lavoriamo, rendiamoci missionarie nei nostri paesi, dove l’obbedienza ci ha posto e sforziamoci di divenire ogni giorno più umili.
Approvazione dell'Istituto da parte della Santa Sede
3 giugno 1932. Carissime nella Sacra Famiglia, grazie infinite al Cuore sacratissimo di Gesù il quale permise che proprio nel giorno della sua festa 3 giugno ult. Sc. Sua Santità Pio XI approvasse in perpetuo il nostro Istituto con le s. regole… In quell’istante vedemmo chiaro che dio si compiacque e benedì l’umile opera del venerato Padre ed anche quella che per quarant’anni svolse la piccola suora della Sacra Famiglia! Ringraziate tanto, tanto il Signore per grazia sì segnalata… Ora che la s. regola è stata approvata, sancita dal S. Padre teniamola con maggior pregio, con speciale venerazione ricordando che obbedendo alla s. regola si obbedisce alla chiesa, al s. Padre, e non osservandola si disobbedisce pure al s. Padre.
Seguire l'esempio di Gesù, Maria e Giuseppe
Seguiamo l’esempio dei nostri tre modelli, Gesù, Maria e Giuseppe; pratichiamo le loro virtù. Oh nella casetta di Nazareth regnava padrona assoluta la carità a cui facean seguito tutte le altre virtù: umiltà, preghiera, raccoglimento, grazia, sacrificio.
Operare per la propria e altrui santificazione
Vi auguro felicissima Pasqua. Gesù risorto conceda a tutte e a ciascuna in particolare la grazia di risorgere a nuova cita con la ferrea volontà di attendere in avvenire, con zelo indefesso, alla propria ed altrui santificazione.
La religiosa è un’immolata. Essa non è più padrona di se stessa; ha tutto sacrificato: memoria, intelletto e volontà. Carissime, obbedite con prontezza, cioè subito; con allegrezza, ossia con gusto. Nella religione veramente si pratica l’obbedienza sotto l’influsso immediato della fede che è una delle più perfette cause da cui può procedere l’obbedienza.
La Provvidenza non abbandona mai chi ad essa interamente si affida.
Con l’aiuto della Sacra Famiglia, starò attenda di non mancare mai di confidenza in Dio, anche nei casi più difficili, e conserverò sempre la tranquillità di spirito, facendo ogni cosa con la massima confidenza. La Sacra Famiglia mi aiuti.
Tutte le grazie e benedizioni che Gesù Risorto apportò alle sante Marie di Gerusalemme scendano sul vostro capo e ancor più nel vostro cuore. Viviamo con Cristo e risorgeremo con Cristo.
Per essere vere spose di Gesù bisogna spogliarsi di tutte, essere povere, ad esempio di molti santi, specialmente del nostro principale protettore S. Francesco d’Assisi.
Traslazione della salma del Fondatore
24 ottobre 1923. Oh, come siamo fortunate d’aver in casa il nostro santo Fondatore! Possiamo davvero esserne santamente orgogliose. Carissime, ora più che mai tutto ci parla del Padre, della sua vivissima fede, della sua continua e ben fatta preghiera, dell’ardente suo zelo, delle indescrivibili sue virtù.
Spogliamoci di tutto, distacchiamoci da tutto e viviamo solo per Iddio nostro principio e fine. In Dio mettiamo la nostra fiducia.
Rinnovarsi ad ogni batter di polso
Ogni giorno si deve montare la macchina dello spirito e rinnovarci, anzi, ad ogni batter di polso per camminare più speditamente per la via della perfezione religiosa. Diamoci in ciò vicendevole esempio, perché dobbiamo servire con fervore il nostro Dio.
Il Signore avendoci chiamate alla vita religiosa vuole che arriviamo alla più alta perfezione mediante la pratica delle virtù proprie del nostro stato, che sono l’umiltà, l’obbedienza, la povertà, la castità, la carità. La nostra vita è vita di sacrificio, di abnegazione, di patimento. Gesù, Maestro divino, modello perfetto, ci ha additato la vita. Egli ci conduce, ci assiste; seguiamolo.
La vita è una lotta, un combattimento continuo… perciò dobbiamo vegliare, pregare, combattere e vincere. Occorre profonda umiltà e continua preghiera perché noi nulla possiamo fare di bene senza l’aiuto divino.
Carissime, stiamo apparecchiate, sempre pronte a fare la volontà di Dio, vivendo in umiltà, obbedienza e carità. La vita è un volo, un lampo che passa; il tempo che il Signore ci dà impieghiamolo per fare molto opere buone, guadagnare anime a Gesù… sforziamoci di divenire ogni giorno più umili, non in teoria, ma in pratica e così non temeremo né la morte né il giudizio, e un dì passeremo da questa all’altra vita come in un’estasi d’amore, assistite, introdotte da Gesù Maria e Giuseppe nei tabernacoli eterni, in compagnia del nostro Padre e delle carissime consorelle defunte.
La Piccola Suora della Sacra Famiglia se vuole raggiungere lo scopo della sua vocazione deve possedere in sommo grado la virtù dell’umiltà. Davanti a Dio deve farsi piccola, piccola, avere bassa stima di se stessa… Se vuole arrivare alla perfezione deve amare le umiliazioni e le correzioni.
Nel tempo di Natale portatevi sovente, in spirito, alla capanna di Betlem, e lì presso questa cattedra di sapienza divina fatevi discepole ed imparate dal divin Pargoletto le virtù necessarie alla Piccola Suora della Sacra Famiglia. Così sarà vostra pure la pace che gli angeli augurarono agli uomini di buona volontà.
Non vi rincresca questa carità fioritissima…. “Caritas Christi urget nos”, questo motto santo e sacro della nostra casa sia di sprone a fare ciò che desidera il nostro Padre, il quale vuole partecipi del merito di queste opere sante di carità tutte le sue Piccole Suore della S. Famiglia.
Che l’alba del nuovo anno che sta per cominciare sia radiosa per voi di mille speranze. Vi auguro, mie carissime figlie, che quest’anno non passi per voi senza lasciare una traccia profonda nell’anima vostra, ma segni il vero principio della vostra santificazione.
La carità sia la virtù principale e caratteristica di noi Piccole Suore della S. Famiglia. Questa virtù sento il bisogno di raccomandarla con calore per primo a noi suore. Le nostre case siano tanti santuari dove regnano la pace e la carità.
Passiamo fervorosamente tutti i mesi del nuovo anno, ma in modo speciale il primo che è quello consacrato alla S. Famiglia nostra speciale Patrona. Onoriamo la Sacra Famiglia con la preghiera, ma in modo speciale con l’imitazione delle virtù di cui essa ci diede l’esempio che sono: l’obbedienza, la povertà, i patimenti di Gesù Bambino, la preghiera, il silenzio, il lavoro, la vita di sacrificio di Maria e di Giuseppe.
In occasione della morte del Fondatore
Carissime, è proprio giunta l’ora del grande sacrificio!... Ma non dimentichiamoci mai, mai del nostro Padre, teniamolo sempre scolpito nella mente e nel cuore. Egli dal cielo veglierà attentamente su noi tutte, e per noi continuamente pregherà e ci difenderà… Egli ci è scomparso solo materialmente, egli vive sempre per noi, anzi lassù dal cielo può più direttamente impetrarci grazie e favori dall’Onnipotente Iddio…. Riflettiamo, carissime, che ad ogni giorno, ogni ora, ogni momento può essere l’ultimo della nostra vita, rammentiamoci come egli teneva sempre presente la morte; si può dire che era la sua intima amica! Imitiamo il suo esempio; se così faremo, vivremo e morremo da sante, come santa e santissima fu la sua vita e la sua morte!
La vita religiosa è amore e sacrificio: Cenacolo e Calvario.
La croce è la filosofia dei grandi. La croce è un tesoro prezioso… Da un pezzo di marmo si ottiene, dopo tanti colpi di scalpello, una bella statua. È bello quando tutto va a gonfie vele, ma bisogna essere contente anche quando siamo provate con qualche croce. Non è sposa di Cristo chi non ama la croce.
Traslazione della venerata salma della Cofondatrice - 7 aprile 2003
Ritorna la nostra Madre definitivamente nella sua Casa per rimanere con e per le figlie. Il 7 aprile 2003, nella Cappella dove ha adorato, pregato, offerto e tanto supplicato per tutte noi, ha preso il suo posto accanto al Signore che tanto ha amato e vicino al Padre che l’ha guidata verso la santità da vivere “un giorno più dell’altro”. Riconoscenti a Dio, nostro Padre, ci stringiamo attorno a questa Madre che con la sua santità sta a fondamento dell’istituto, che ha fatto nascere e accompagna nello spirito e nello stile della Famiglia di Nazareth.





