Piccola Casa di Nazareth - Bozza statuto

 

IDENTITÀ DEL LAICO NELLA CHIESA 
 
1. Tutti i fedeli, costituiti popolo di Dio mediante il battesimo e resi partecipi della dignità sacerdotale, profetica e regale di Cristo, sono chiamati ad attuare, secondo la condizione propria di ciascuno, la missione che Dio ha affidato alla Chiesa da compiere nel mondo, celebrare la grazia della salvezza, annunciare il Vangelo, vivere la carità. 
2. Il laico, per vocazione, è chiamato a cercare il Regno di Dio, trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio; vive nella realtà odierna, immerso in tutti i doveri e affari del mondo e nelle ordinarie situazioni della vita familiare e sociale di cui la sua esistenza è intessuta. Nel quotidiano è chiamato da Dio a contribuire dall’interno, come fermento, alla santificazione del mondo alla luce del Vangelo, e a manifestare Cristo agli altri, principalmente con la testimonianza della vita. 
3. Pienamente inserito nella cultura del suo tempo, il laico impara a cercare i segni della presenza di Dio nell’oggi della storia, testimonia e ricorda ai religiosi il significato delle realtà temporali: il «già» del Regno di Dio. La religiosa testimonia in modo splendido e singolare il «non ancora» di ogni realtà umana nello spirito delle Beatitudini. 
   

IDENTITÀ DEL FRATELLO E DELLA SORELLA DELLA PICCOLA CASA DI NAZARETH 
 
4. ll Fratello e la Sorella della Piccola Casa di Nazareth che riconoscono di essere in sintonia con il carisma delle Piccole Suore della Sacra Famiglia, sono chiamati a contemplare il mistero dell’Incarnazione secondo lo spirito della Santa Famiglia di Nazareth e a vivere nella dimensione della secolarità, la passione per Dio e per l’umanità.
Inseriti pienamente nella realtà sociale ed ecclesiale del proprio tempo, rendono visibile l'amore e la prossimità gratuita e fedele del Padre.  
5. ll Fratello e la Sorella della Piccola Casa di Nazareth sono chiamati a vivere in famiglia, nel lavoro e nelle attività quotidiane lasciandosi trasformare dal mistero di Cristo rivelato a Betlemme, a Nazareth, sul Calvario e nell’Eucaristia e aprire la mente ed il cuore alle necessità dei fratelli, quale segno dell’amore di Cristo che li spinge. 
6. Chiamati ad essere, come don Giuseppe Nascimbeni e Madre Maria Domenica Mantovani, esperti in umanità, il Fratello e la Sorella imparano dalla Santa Famiglia a pregare, lavorare e patire, a coltivare nei rapporti e nell’impegno quotidiano lo spirito di famiglia, fatto di semplicità, umiltà, carità e letizia e a manifestare il valore redentivo della fatica umana. 
 
VITA DI PREGHIERA
 
7. In comunione con il Signore Gesù e guidati dallo Spirito, sorgente e forza della nostra preghiera, il Fratello e la Sorella alimentano la loro consacrazione battesimale con il costante e personale dialogo con Dio, con la lode e l’intercessioneper la Chiesa e per il mondo. 
8. Il Mistero della Santa Famiglia di Nazareth, è, per ogni Fratello e Sorella, icona di accoglienza perfetta delle cose del Padre.
Fedeli all’insegnamento di don Giuseppe Nascimbeni essi vivono immersi e imbevuti nello spirito di preghiera come la spugna è imbevuta dall’acqua per condividere la passione di Cristo per l’uomo di oggi. 
9. Nella contemplazione del mistero della Santa Famiglia, il Fratello e la Sorella nutrono la propria spiritualità, unificando fede e vita, attraverso la partecipazione consapevole e attiva alla vita liturgica e sacramentale della Chiesa, l'ascolto e la meditazione della Parola di Dio, la preghiera personale e familiare, tempi forti di riflessione che ravvivano il suo impegno e la gioia di essere discepolo-missionario di Cristo. 
 
VITA DI SERVIZIO 
 
10. Il Fratello e la Sorella, per mezzo del Battesimo e della Confermazione, sono chiamati a compiere il loro impegno quotidiano come partecipazione alla stessa missione salvifica della Chiesa. Sono mandati a manifestare tra gli uomini la carità di Cristo Signore per la redenzione dell’uomo secondo il carisma delle Piccole suore della Sacra Famiglia. 
11. Animati dalla Carità di Cristo, il Fratello e la Sorella annunciano e testimoniano il mistero dell’Incarnazione in ogni ambito: la famiglia, il mondo del lavoro, della cultura, della politica e dell'economia.
Si riconoscono corresponsabili con tutto il popolo di Dio dell’evangelizzazione ecclesiale. Partecipano attivamente alla vita della propria Chiesa locale anche collaborando nella missione propria delle Piccole Suore della Sacra Famiglia. 
12. Il Fratello e la Sorella che condividono il carisma delle Piccole suore della Sacra Famiglia, orientano le proprie scelte a partire dai più piccoli in un servizio umile e semplice, lieti di essere tutti a tutti. Con la stessa passione del Fondatore per il bene materiale e spirituale dell’uomo, sono attenti in particolare ai bisogni delle famiglie, nei suoi diversi compiti, ruoli e realtà.  
 
CAMMINO FORMATIVO
 
13. La formazione del Fratello e della Sorella nella Piccola Casa di Nazareth si attua per forza dello Spirito, nella quotidianità della vita e delle relazioni. La formazione tende a risignificare la vita cristiana del laico nella specificità carismatica secolare, ispirata alla spiritualità delle Piccole Suore della Sacra Famiglia, perché egli risponda in pienezza alla propria scelta vocazionale. 
14. Il cammino formativo per il Fratello e per la Sorella si presenta come progressivo, permanente e dinamico processo vitale che trova il suo avvio nella formazione iniziale e prosegue e dà identità stabile e duratura all’intera esistenza nella formazione permanente. 
15. La formazione iniziale ha la durata minima di un anno e conduce la persona ad una graduale presa di coscienza dell'identità di Fratello nella Piccola Casa di Nazareth.
Nel cammino di discernimento è accompagnato da una Piccola Suora per conoscere nella preghiera, nello studio e nel dialogo il Carisma dell’Istituto, la sua vita e la sua missione. 
16. II laico incomincia a far parte della Piccola Casa di Nazareth quando la sua richiesta viene accolta dalla superiora maggiore competente (dove c’è è la Superiora Regionale o la Superiora Generale per il gruppo Sacra Famiglia) che la valuta insieme al consiglio e all’accompagnatrice. Davanti a Dio, Sommo Bene, promette di vivere secondo la spiritualità delle Piccole Suore della Sacra Famiglia nelle attività della vita per un anno.  
17. Il Fratello e la Sorella rinnovano la loro promessa ogni anno per tre anni consecutivi, al termine dei quali presentano la loro richiesta alla Superiora maggiore competente che la valuta insieme al consiglio e, sentito il parere dell’accompagnatrice, può ammetterli a pronunciare la sua promessa per sempre. 
18. Se il fratello o la sorella, per motivi personali, decidono di non appartenere più all'Associazione, lo comunicano alla Superiora maggiore competente. A sua volta ella, sentito il parere del suo consiglio, può chiedere al Fratello o alla Sorella di lasciare l'Associazione. 
19. La formazione permanente accompagna il Fratello e la Sorella nell'approfondimento della propria identità e della propria missione e lo abilita ad assumere la responsabilità della propria formazione. 
20. Il Fratello e la Sorella possono partecipare ad alcuni incontri, convegni, corsi programmati per la formazione permanente delle suore dell’Istituto.
Secondo le possibilità personali può prevedere qualche momento nelle comunità delle Piccole Suore, particolarmente in circostanze significative del cammino dell’Istituto. 
21. La responsabilità della formazione dei Fratelli e delle Sorelle é affidata dalla superiora maggiore competente ad una sorella che accompagna il laico nel cammino di discernimento e di formazione ed elabora un progetto formativo tale da far interagire la vita con la Parola e il carisma attraverso la comunicazione personale e/o di gruppo, valorizzando anche strutture già esistenti nella Chiesa locale. 
 
ORGANIZZAZIONE 
 
22. La struttura organizzativa è finalizzata a garantire la realizzazione dei processi formativi e degli obiettivi dell’Associazione. I principi fondamentali che in essa ispirano funzioni e relazioni sono la corresponsabilità, l'interdipendenza e la complementarietà. 
23. L'Associazione si organizza a livello locale, in comunione con la comunità di Piccole Suore della Sacra Famiglia di riferimento.   
 

RAPPORTO TRA L’ASSOCIAZIONE PICCOLA CASA DI NAZARETH  E L'ISTITUTO PICCOLE SUORE DELLA SACRA FAMIGLIA 

 

24. I Fratelli e le Sorelle e le Piccole Suore formano una comunità-comunione di persone che vivono lo stesso carisma in un diverso stato di vita.
La loro relazione é caratterizzata da uno stile di dialogo e di accoglienza e da una corresponsabilità rispetto al carisma. 
25. Laici e Piccole Suore condividono particolari momenti di:
- vita fraterna e di preghiera, specialmente in occasione delle celebrazioni della Famiglia religiosa, quali la solennità della Sacra Famiglia, le feste dei Fondatori (20 gennaio e 4 febbraio) l’anniversario della fondazione dell’Istituto (6 novembre);
- gioia e sofferenza che toccano la vita dell'Associazione e dell'Istituto;
- comunicazione e verifica in fedeltà allo stesso carisma, ai segni dei tempi e agli orientamenti ecclesiali;
- esperienze e informazioni relative alla vita e all'attività pastorale;
- elaborazione e realizzazione degli itinerari formativi. 
26. I Fratelli e le Sorelle si relazionano con l'Istituto mediante la sorella accompagnatrice, nominata dalla rispettiva Superiora Maggiore competente.
La Superiora Generale dell'Istituto delle Piccole suore della Sacra Famiglia, responsabile ultima, è chiamata dalla Chiesa a garantire l’autenticità del carisma.
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