XV Capitolo Generale Ordinario

Il XV Capitolo Generale Ordinario
sarà celebrato a Castelletto - Casa Madre -
dal 22 luglio al 10 agosto 2012.
Il Capitolo esprime l’unità della famiglia religiosa, perché in esso sono rappresentati tutti i suoi membri; è vissuto in comunione e nella grazia dello Spirito Santo (Cost. 121).
Lo Spirito guidi la nostra Famiglia religiosa a "narrare" con gioia, con passione autentica per Dio e per l'uomo, l'esperienza profonda dell'incontro con il Signore, accolto e ascoltato, proclamato e annunciato con la nostra vita di sequela Christi.
SPIEGAZIONE DEL LOGO
La Parola:
è posta al centro del mondo. la Parola eterna che si esprime nella creazione e che si comunica nella storia della salvezza è diventata in Cristo un uomo, «nato da donna». «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi». (VD 11)
L’icona evangelica di Emmaus:
è Gesù Risorto che spiega le Scritture. La Parola che risorge è la luce definitiva sulla nostra strada. La Parola di Dio è la vera luce di cui l’uomo ha bisogno (VD 12). È il Logos fatto carne che ha donato se stesso per noi nel mistero pasquale. Dall’incontro con Lui arde nel cuore la passione per la santità di Dio e nasce l’impulso profetico: essere nel mondo annunciatrici dell’esperienza personale di Lui.
Il mondo:
ad esso va annunciata la Parola dirompente che chiama a conversione, che rende accessibile l’incontro con Cristo, attraverso il quale fiorisce un’umanità nuova.
Da Nazareth:
dall’intimità di una casa, sconosciuta e nascosta come quella di Nazareth, luogo dove è stato detto “un sì mai detto prima”, luogo dove Gesù “insegnò a Giuseppe e Maria qualcosa della grandezza dell’amore di Dio”, luogo dove Gesù ha iniziato il suo ministero pubblico inizia – continua una missione che ci porta nel mondo ad annunciare che l’abbiamo incontrato. Si parte da Nazareth per arrivare al mondo intero, e a Nazareth bisogna tornare per partire ancora, insieme, verso i fratelli e le sorelle del mondo intero.
Profezia per il mondo:
la profezia nasce da Dio, dall’amicizia con Lui, dall’ascolto attento della sua Parola nelle diverse circostanze della storia (VC 84). La nostra stessa consacrazione è «esegesi vivente della parola di Dio». Vissuta in pienezza e in gioioso rendimento di grazie, è profezia delle realtà definitive, della destinazione ultima di ogni realtà. È segno profetico che rende presente e visibile il primato di Dio e lo testimonia grazie al carisma vissuto con il cuore compassionevole e lo spirito misericordioso dei Fondatori, per un servizio a tutta la persona umana e a tutta l’umanità, destinatari della salvezza portata dal Signore Gesù (cfr Instr. Lab. VC n. 64).





