Con i laici

Insieme con i laici per "fare di Cristo il cuore del mondo"
La missione oggi non si può comprendere se non come missione condivisa con i laici. Nella diversità dei ministeri tutti i cristiani sono chiamati ad essere portatori del dono del Vangelo inter gentes e ad gentes. Il laico è evangelizzatore per diritto proprio, non per gentile concessione né tanto meno a titolo di supplenza per sopperire a carenze di personale clericale o religioso. Il religioso deve entrare in una conversione ecclesiologica per dare ai laici il posto che spetta loro nella missione evangelizzatrice (cfr. Fr. José Rodrìguez Carballo).

Uno dei frutti della dottrina della Chiesa come comunione, è stata la presa di coscienza che le sue varie componenti possono e devono unire le loro forze, in atteggiamento di collaborazione e di scambio di doni, per partecipare più efficacemente alla missione ecclesiale e rispondere alle grandi sfide del nostro tempo.

Negli ultimi decenni si è aperto un nuovo capitolo, ricco di speranze, nella storia delle relazioni tra le persone consacrate e il laicato.

Sono state individuate alcune vie suscitate e interpretate alla luce dei documenti della Chiesa come Vita Consecrata, Vita Fraterna in comunità e Christifideles Laici.

Dai percorsi di comunione e di collaborazione avviati ne derivano: un'irradiazione di operosa spiritualità al di là delle frontiere dell'Istituto;

l'agevolazione di una più intensa sinergia tra persone consacrate e laici in ordine alla missione;
l'incoraggiamento a vivere e a testimoniare lo spirito delle Beatitudini;

l'approfondimento di alcuni aspetti del carisma e una immagine più completa e articolata della Chiesa.

Nell'Istituto i rapporti con i laici, realizzati in forma sempre più consapevole e organizzata negli ultimi decenni, si configurano come una relazione non solo spirituale, ma si traducono anche in forme di collaborazione pastorale.





