Carisma

 

CARISMA E SPIRITUALITA' DELLE PICCOLE SUORE DELLA SACRA FAMIGLIA  

Nascimbeni indica la finalità che vuole per la sua fondazione: «promuovere il benessere materiale e morale del “povero popolo”, per la gloria del Signore e la salvezza delle anime» (Piccole Suore della Sacra Famiglia, Costituzioni, n. 2).  Con una perfetta uniformità alla santissima volontà del Signore, voi sarete sicurissime di vivere e morire da vere suore della Sacra Famiglia e di raggiungere con sicurezza quel nobilissimo scopo che vi siete proposte nel professare la regola della Sacra Famiglia: cooperare con noi sacerdoti, nella possibilità delle vostre forze, alla salvezza delle anime (G. Nascimbeni, Panegirici, dattiloscritto, p. 59). La mia intenzione è solamente questa: che [le suore] mi aiutino a salvare anime (Lettera di don Giuseppe Nascimbeni a Don Michele Rua, 30.07.1891, in Corrispondenza, p. 7). Fonte della spiritualità della congregazione sono i primi due capitoli del Vangelo di Luca, in cui egli tratta della vita di Cristo insieme con Maria e Giuseppe, in un’esistenza comune. I brani evangelici sono considerati e letti alla luce del mistero dell’incarnazione. È una «spiritualità cristocentrica»: un modo di andare a Dio ponendo Gesù Cristo al centro del proprio modo di pensare, di parlare, di agire. Dal «mistero di Nazareth» il fondatore allarga la sua attenzione a tutte le fasi dell’esistenza di Cristo sulla terra e consegna alle sue suore il seguente programma: La Piccola Suora deve essere al Presepio esinanita, sul Calvario crocifissa, al Tabernacolo ardente (G. Trecca, Monsignor Giuseppe Nascimbeni, Castelletto di Brenzone, 1932, p. 410). 


Prima ispirazione della Piccola Suora è la contemplazione di Cristo che nella sua nascita a «Betlemme» «exinanivit semetipsum», spoglia se stesso (Fil 2, 6), si rende povero per arricchire l’uomo della sua divinità. Ella deve fare della povertà interiore ed esteriore l’espressione del suo consegnarsi con piena fiducia a Dio, che provvede ad ogni necessità spirituale e materiale.

 

Secondo motivo ispiratore che Nascimbeni indica alla congregazione è il «Calvario» come luogo del compimento del mistero di kénosis del Figlio di Dio. Cristo dona se stesso in obbedienza alla volontà del Padre, per riaprire per sempre la via della salvezza agli uomini. Le suore devono essere pertanto «strumento di redenzione nel quotidiano», sostegno di ogni uomo, indicando la via che riconduce al Padre. Essere «tutte a tutti», nel sacrificio e nel dono, per amore di Colui che le ha chiamate.

 

Il terzo motivo di riflessione è l’«Eucaristia», nella quale il fondatore scopre la fonte del dono, della comunione in Cristo e tra di noi. Gesù Cristo, che offre se stesso, è principio di vita della Chiesa e del discepolo. La Piccola Suora attinge dall’Eucaristia la forza del suo donarsi, senza ricompense, senza pretese, senza emergere. Facendo questo, alimenta la sua crescita umana, la sua maturità.  È la relazione con Dio, la presenza di Cristo per opera dello Spirito, che ci consente di maturare la nostra umanità, quella dell’uomo nuovo che meraviglia e sorprende (G. Todesco, In cammino con la Sacra Famiglia, Castelletto, 2006, p. 93).